La destinazione che ho scelto oggi è Palermo. E se da un lato non è facile da raggiungere in treno, o almeno, non lo è se si ha a disposizione poco tempo, dall’altro è servita da un comodo aeroporto a pochi passi dalla città. I motivi per cui sto pensando a questa città sono tre: innanzi tutto, per via di un paio di bellissimi romanzi che ho letto da poco, poi perché la città è splendida e poi perché c’è il mare e magari un weekend di primavera potrebbe essere l’occasione per fare la prima nuotata della stagione!

Prima di parlare dell’itinerario voglio raccontare un po’ la storia di questo luogo anche perché il nostro viaggio sarà sulle tracce della famiglia Florio, una famiglia realmente esistita, protagonista dei romanzi “I leoni di Sicilia” e “L’inverno dei leoni” scritti da Stefania Auci. Ma sarò breve, anzi brevissima, perché la storia della città è stata lunga e complicata e non posso qui dire tutto.

Le origini di Palermo sono antichissime, risalgono al Paleolitico e le tracce delle prime popolazioni sono visibili nelle grotte dell’Addaura con incisioni rupestri e disegni di figure antropomorfe e zoomorfe. La fondazione di una città vera e propria si deve ai Fenici tra il settimo e il sesto secolo a.C. Successivamente i Greci nel 409 a.C. e poi i Cartaginesi nel 397 a.C. vennero qui a portare guerra. Poi nel 254 a.C. fu la volta dei Romani che dichiararono guerra contro i Cartaginesi (le Guerre Puniche). La città divenne una conquista romana col nome di Panormus. Sotto il governo di Roma Palermo ricoprì un ruolo strategico nel Mediterraneo grazie al suo porto e visse un periodo di tranquillità e agiatezza, crebbe e si dotò di splendidi edifici in parte ancora individuabili. Poi vi furono le invasioni barbariche che portarono saccheggi e devastazioni. A seguire i Bizantini ebbero cura di ricostruire la città e governarla per circa tre secoli, fino all’arrivo dei Musulmani nel IX secolo d.C.: questi conquistarono tutta la Sicilia, ma una volta insediatisi, portarono pace e prosperità. Tra l’altro introdussero le piantagioni degli agrumeti e spostarono la capitale a Siracusa. I cristiani però si ribellarono in cerca dell’indipendenza e a queste rivolte seguì la conquista normanna e un periodo di dominazione in cui furono costruiti numerosi edifici cristiani. A seguire arrivarono gli Svevi e gli Angioini che spostarono di nuovo a Palermo la capitale. Palermo poi passò sotto il Regno di Spagna, dei Borboni e sotto il Regno di Sicilia. E’ facile immaginare che ognuna di queste dominazioni abbia lasciato tracce riconoscibili negli edifici, nell’arte e nelle tradizioni popolari.

Alla fine dell’Ottocento, proprio a Palermo iniziò la Primavera dei Popoli, conosciuta anche come Rivoluzione del 1848, che da qui si diffuse in tutta Europa. L’insurrezione costrinse i Borbone a concedere la Costituzione del 1812.

A seguire, negli anni venti del Novecento, Palermo era una città ricca che visse un intenso periodo Liberty. Era il periodo della Belle Époque che fioriva in tutta Europa e le cui tracce sono rinvenibili nell’architettura dallo stile fantasioso tipico di quei tempi. Protagonista di quell’epoca fu proprio la famiglia Florio: commercianti che con tanto lavoro si erano creati una invidiatissima prosperità. Delle loro vicende ci racconta Stefania Auci nei suoi due romanzi. Leggendoli mi sono tanto appassionata e per questo, quando ho scoperto il tour in bicicletta di cui parlerò tra poco per visitare proprio La Tonnara e Palazzo Quattro Pizzi, ho deciso che questa doveva essere assolutamente una meta per un vacanza.

Palermo peraltro, è una città ricchissima di posti meravigliosi da visitare: la Chiesa della Martorana, costruita intorno al 1000, magnificamente adornata da mosaici bizantini che vengono considerati i più antichi della Sicilia. Poi proprio lì vicino, c’è la Chiesa di San Cataldo, costruita poco dopo, nel 1200, con le sue arabeggianti cupole rosse. Poi c’è la Cattedrale, completata 1185: un grandissimo edificio consacrato alla Vergine Assunta eretto sopra le macerie di una basilica cristiana del 600 d.C., successivamente trasformata dai Saraceni in moschea nell’800 d.C. e ancora dopo, ad opera dei Normanni nel 1000 trasformata definitivamente in chiesa cristiana. La storia dell’edificio si riflette chiaramente nella presenza dei diversi stili architettonici: gotico, barocco e arabo. Nella chiesa sono sepolti i reali di Sicilia e Santa Rosalia, la Patrona della città. Sono inoltre esposti oggetti preziosi provenienti dai sepolcri reali tra cui la tiara d’oro della Regina Costanza d’Aragona. E’ inoltre possibile salire sui tetti della Chiesa per ammirare una splendida vista panoramica sulla città.

Poi ancora, si potrebbe visitare il Palazzo dei Normanni, detto anche Palazzo Reale: si tratta di una fortificazione costruita dagli arabi nel IX secolo, successivamente trasformata e ampliata dai Normanni. A pochi passi si trova la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti con le cupole rosse arabeggianti e con il chiostro dall’atmosfera orientale. Dalla chiesa si accede alla Sala Araba decorata con un magnifico affresco bizantino raffigurante una natività.

Poi si potrebbe visitare il Castello della Zisa, costruito in stile arabo – normanno intono al 1100 con una storia leggendaria che si tramanda nei modi di dire palermitani. Si narra che Al-Aziz fosse una figlia dell’Emiro che fuggì dalla Libia per venire a vivere a Palermo con Azmel, il figlio del Sultano a cui i due ragazzi rubarono un tesoro per costruire proprio il Castello della Zisa. La madre di Al-Aziz morì per il dispiacere e la stessa sorte toccò alla figlia. Quindi Azel a sua volta si uccise lanciandosi nel mare, ma prima di questo gesto estremo affidò il tesoro rubato ai “diavoli della Zisa“, ovvero le figure che si vedono sull’arco d’ingresso della facciata principale. Sempre secondo la leggenda, è impossibile conoscere con certezza il numero di questi diavoli: mai nessuno è riuscito a contarli, anzi, se qualcuno provasse a farlo, loro si animerebbero per prenderlo in giro. Così al giorno d’oggi un modo di dire tipico di Palermo è quello di riferirsi ai diavoli della Zisa quando si parla di questioni troppo complicate… come a dire che i conti non tornano!

In rete ho trovato queste ed altre meraviglie da visitare. Sono interessanti alcuni itinerari turistici di cui metto i link sotto che potrebbero ispirare la scelta di cosa vedere in base al tempo di permanenza in città.

In particolare però mi è molto piaciuta una proposta che ho trovato nella pagina di Tripadvisor: “Mondello e il Real Parco della Favorita”. Si tratta di un percorso in bicicletta che inizia e finisce nel centro della città di Palermo e permette di attraversare il borgo dell’Arenella, ossia il villaggio di pescatori nato nel Diciannovesimo secolo intorno alla Tonnara dei Florio, per poi passare ad ammirare il Grand Hotel Igiea che fu costruito dai Florio. Il giro raggiunge infine Mondello, l’incantevole spiaggia simbolo della città, per poi proseguire con la visita al Real Parco della Favorita dei Borbone. L’itinerario della durata di quattro – cinque ore è organizzato nei minimi dettagli, compreso il servizio opzionale di ritiro e accompagnamento in albergo.

Un’altra tappa che si potrebbe fare, anche a prescindere dal giro in bici, è quella dell’antico stabilimento balneare di Mondello, la spiaggia dei palermitani, facilmente raggiungibile dal centro della città. Lo stabilimento venne inaugurato nel 1913 ed è uno degli edifici di Art Nouveau più belli d’Europa. Nel Ventesimo secolo, la grande ondata di benessere che aveva coinvolto la città vide come protagonista proprio la Famiglia Florio che scelse Mondello come luogo in cui ospitare aristocratici siciliani, reali europei e uomini d’affari appartenenti alle grandi dinastie finanziarie di quei tempi: i Rockfeller, i Krupp, i Rothshild, i Whitaker. Vincenzo Florio, a cui la città di Palermo ha dedicato un monumento (ho messo sotto il link per trovarlo) valorizzò il quartiere sulla costa facendosi promotore di ogni manifestazione culturale e sportiva che potesse aumentarne il prestigio ed accrescere il flusso turistico di alta estrazione sociale: tutti i personaggi più illustri della Belle Époque si può dire che passarono per Mondello.

Parlare della Belle Epoque mi ha fatto venire la curiosità di sapere chissà quali cibi sofisticati andassero di moda in quel periodo: forse potrei fare un approfondimento in uno dei prossimi articoli. Per ora, mi accontento di pensare a cosa si potrebbe gustare nella città dei giorni nostri. Di certo, è da provare lo street food tradizionale di Palermo, magari andando allo storico Mercato di Ballarò. Vorrei mangiare le Arancine al ragù o ripiene di prosciutto, il pane con panelle e crocché ovvero panini e focacce ripiene di frittelle fatte con farina di ceci o polpette di patate, la cotoletta alla palermitana, lo Sfincione e poi la pasta con le sarde e gli anelletti al forno e ancora, la Raschiatura, il Pane con la milza, i Cannoli, la Cassata. Ho parlato di street food, ma in realtà metto sotto anche alcuni indirizzi di ristoranti che coniugano la tradizione con tutto il fascino della cucina stellata.

Per finire, qualche nota su come arrivare a Palermo. Le possibilità sono multiple e dipendono decisamente dal tempo a disposizione. Il mezzo più veloce è certamente l’aereo con voli che arrivano da Milano, Roma, Napoli, Verona e Ancona all’aeroporto Falcone Borsellino di Punta Raisi, a circa trenta chilometri dalla città di Palermo. Da Punta Raisi si potrebbe poi prendere un bus che in circa cinquanta minuti arriva nel centro della città (metto sotto un link).

Per una vacanza più lunga si potrebbe pensare al treno o o all’automobile combinati con il traghetto. Le soluzioni sono diverse a seconda del luogo di partenza: sono interessanti le soluzioni in traghetto da Napoli e da Civitavecchia perché con una notte di navigazione è garantito l’arrivo in città al sorgere del giorno.

Come sempre, in fondo alla pagina ho messo qualche indirizzo su Internet per qualche idea in più. In ogni caso sono sempre più convinta che Palermo sia la méta perfetta per un weekend di primavera!

LINK e indirizzi internet:

Per farsi un’idea sugli spostamenti :

Bus dall’Aeroporto di Punta Raisi alla città di Palermo

Traghetti da Civitavecchia a Palermo

Traghetti da Napoli a Palermo

Traghetti da e per Palermo

Itinerari:

21 cose da vedere a Palermo sul sito Voyage Tips.com

Cosa vedere a Palermo in un giorno sul Blog di Eleonora Ongaro

Percorsi turistici, visite guidate, itinerari a tema su Tripadvisor

Mondello e il Real Parco della Favorita – Itinerario in bicicletta Tripadvisor

Spiaggia di Mondello sul sito Internet Sicilia Info

Storia di Mondello su Wikipedia

Lo stabilimento più bello e romantico del mondo è in Italia: articolo su Viaggiare News.com

La storia dei Florio:

Monumento dedicato a Vincenzo Florio – Città Metropolitana di Palermo

I leoni di Sicilia. Il Mediterraneo, l’Italia, la storia di una famiglia : un interessante articolo su PopHistory.it

I Leoni di Sicilia. La saga dei Florio : un commento sul romanzo su Meglio un posto bello e sul blog Lunedì a colazione

Dove mangiare:

Ristorante Castello a Mare dello Chef Natale Giunta

Ristorante Flamè dello Chef Domenico Lo Nigro

Mercato di Ballarò Comune di Palermo

Guida Michelin Palermo

GOOGLE MAPS: dove avrò messo il mio Omino Giallo di Google Maps?

Una spolveratina alla storia:

Le Guerre Puniche su Wikipedia

La Primavera dei Popoli su Wikipedia

Turismo Lento, ispirazioni Siciliane:

Vie Francigene di Sicilia

I cammini più belli da fare in Sicilia: The Wom Travel

Le Vie dei Tesori

Borghi dei Tesori Fest

Wave Sicilia Turismo Lento

Pernottare in un luogo originale e inedito in Sicilia: Siciliante.com